Hobbysti e creativi? La normativa.

Tutte noi, specie chi e’ proprio agli inizi, ci chiediamo se possiamo vendere i nostri oggetti, come pagare le tasse, se e’ possibile vendere senza partita iva…insomma abbiamo il terrore di commettere qualche illecito.

Allora penso che leggere questo articolo vi sarà utile per tranquillizzarvi e spronarvi a creare tanti bei lavori da vendere.

Partiamo dalla definizione dei termini:

CREATIVO: viene così considerato un artigiano che professionalmente od occasionalmente, mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno (ad esempio oggetti fatti quasi interamente a mano). Tali creazioni potrebbero rientrare nelle opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore (ad esempio opere letterarie, arti figurative, ecc.). Il vincolo e’ avere carattere non professionale. Nella fattispecie creare oggetti di piccolo valore la cui vendita singolarmente porti ad un incasso inferiore a € 250,00 (in alcune Regioni il limite è di € 100,00 se il prodotto viene venduto in appositi mercatini) per un totale annuo inferiore a € 5.000,00. Deve inoltre svolgere tale attività in modo occasionale, cioè saltuariamente, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi, cje non rientri nell’esercizio dell’arte o professione principale.

Quindi, l’esercizio dell’attività hobbistica o creativa, per non incorrere in obblighi contributivi e fiscali, deve essere del tutto occasionale, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza, con collaborazioni di durata non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, e per le quali sia previsto un compenso complessivo annuo non superiore ad € 5.000,00 netto(€ 6.250,00 lordo). Sui compensi percepiti come prestazioni occasionali non si applicano né IVA né contributi.

Tali redditi sono assoggettati al contributo INPS se l’importo annuo è superiore ad € 5.000,00 netto. Tuttavia, i contributi INPS devono essere calcolati solo sulla parte di reddito eccedente i 5.000 euro. Tale reddito e’ dato dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Ad ogni modo va considerato che allo stato attuale non esistono regole generali in base alle quali sia possibile individuare in maniera netta le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali. Lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che, essendo molto incerta la distinzione tra abitualità e occasionalità, la valutazione circa l’esistenza dell’uno o dell’altro elemento deve essere fatta caso per caso.

Se la vendita o lo scambio avviene tra soggetti privati, l’hobbista o il creativo non ha l’obbligo di rilasciare ricevuta o scontrino fiscale. Al contrario, se la vendita avviene tra l’hobbista/creativo e un committente con partita IVA, in tal caso dovrebbe essere rilasciata dall’hobbista/creativo una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso. La data della ricevuta deve essere la stessa di quella in cui si è ricevuto il pagamento. Sulla ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di € 2,00 se l’importo supera € 77,47. Su tale documento viene indicato, oltre al compenso lordo e all’eventuale ritenuta d’acconto, anche l’importo di eventuali rimborsi spese (esenti da IVA e contributi ma soggetti ad eventuale ritenuta d’acconto) cui il lavoratore occasionale ha diritto (ad esempio spese di viaggio, vitto e alloggio). I rimborsi spese non sono soggetti a ritenuta d’acconto se non è previsto alcun compenso per la prestazione di lavoro occasionale (naturalmente solo se l’importo di tali spese non supera quelle strettamente necessarie per lo svolgimento dell’attività occasionale). La prestazione occasionale per ogni singolo committente non può durare più di 30 giorni e deve mantenere sempre le caratteristiche di lavoro saltuario, amatoriale e senza organizzazione di mezzi.

All’hobbista viene data la possibilità di vendere le proprie creazioni in appositi mercatini, previo possesso di apposita documentazione da esibire in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, ossia:

Denunzia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo (il modello è reperibile presso la pro loco competente per il proprio Comune di residenza);

Tesserino degli hobbisti (per il rilascio si rinvia alla normativa della Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi); il tesserino, che ha una validità annuale ed è rilasciato per un massimo di 5 anni, anche non consecutivi (con possibilità di rinnovo) ha un costo che può variare in base alla Regione di appartenenza;

Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.

Gli hobbisti e i creativi che vendono nei mercatini devono stare molto attenti ai limiti imposti dalle leggi Regionali. Ad esempio, in alcune Regioni può essere vietato esporre i prezzi dei prodotti; in altre i prezzi possono essere esposti solo se, sommati tra loro, non superano l’importo di € 1.000,00, ecc. In alcune Regioni viene anche stabilito il numero massimo di mercatini ai quali l’hobbista può partecipare nell’arco temporale di un anno. Bisogna inoltre informarsi se bisogna anche pagare l’occupazione del suolo pubblico.

I CREATIVI

Come anticipato sopra, la legislazione fa esclusivo riferimento agli hobbisti. Quindi, alcuni degli obblighi predetti non sono previsti per chi vende o espone le proprie opere d’arte frutto del proprio ingegni come il creativo,che non ha pertanto l’obbligo di possedere alcun tesserino.

Per svolgere regolarmente la propria attività occasionale, il creativo dovrà:

  • Mostrare, a richiesta, una “dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà” (c.d. dichiarazione di vendita temporanea), in cui il creativo dichiara “di esercitare l’attività di esposizione e vendita di proprie opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, secondo quanto disposto dall’art. 4, co. 2, lettera h, del D.lgs. n. 114 del 1998); bisogna inoltre dichiarare che la vendita è eventualmente effettuata occasionalmente e non si è venditore abituale;
  • essere in possesso di un blocchetto di ricevute generiche (non fiscali). Tali ricevute, complete del nome e cognome di chi vende e di chi acquista, riporteranno la cifra in euro ricevuta dall’acquirente; se l’importo ricevuto supera € 77,46, dovrà essere applicata una marca da bollo da € 2,00.

A differenza dell’hobbista, al creativo viene data la possibilità di partecipare ad un numero indefinito di mercatini, sempre rispettando il limite di compensi non superiori ad € 5.000,00 annui (altrimenti sarà necessaria l’apertura di una partita IVA con conseguente obbligo di versamenti dei contributi previdenziali).

Nel caso l’attività creativa rappresenti l’unica attività fonte di guadagni (con un volume d’affari non superiore ad € 4.800,00 lordi), tali introiti non sono soggetti ad alcun obbligo di dichiarazione nel modello Unico. Se, al contrario, si supera la somma predetta, gli incassi dell’attività creativa devono essere dichiarati nel modello Unico, nella sezione L (redditi diversi) tra le prestazioni occasionali. Lo stesso se il creativo percepisce già altri redditi da attività professionale principale da dichiarare. Ad esempio, se un creativo percepisce altri redditi (da dichiarare), i redditi da lavoro creativo occasionale vanno cumulati agli altri redditi e dichiarati nel modello 730 o nel modello Unico.

Per poter partecipare ai mercatini, sia l’hobbista che il creativo deve possedere specifici requisiti morali (ad esempio non deve essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale, o per tendenza; non deve aver subito una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a 3 anni, ecc.).

VENDITE ONLINE

Le regole del c.d. e-commerce sono contenute nel codice del consumo .

Al creativo non è consentito avere un proprio sito di e-commerce dove esporre in maniera permanente i prezzi e le foto delle proprie creazioni senza la preventiva apertura di una partita IVA .

Tuttavia, il creativo che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere una partita IVA, può avvalersi di un marketplace. Un marketplace può essere definito come un luogo di intermediazione che favorisce l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi. I siti web di marketplace possono essere di due tipi:

  • verticali: sono dei siti web di vendita dedicati ad uno specifico settore merceologico (ad esempio oggetti artigianali fatti a mano), come ad esempio misshobby, etsy, e babirussa;
  • orizzontali: sono siti web destinati alla vendita di prodotti e servizi di vari settori merceologici (ad es. ebay).

Tutto chiaro???

E allora buoni affari!!!!

 

Fonte: La normativa per gli hobbisti e i creativi
(www.StudioCataldi.it)

 

8 thoughts on “Hobbysti e creativi? La normativa.

  1. ma la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà deve essere protocollata nel comune di residenza o è sufficiente compilarla e tenerla a disposizione?

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  2. ma quindi un sito vetrina senza prezzi ma con le foto è lecito? senza riferimenti alla vendita logicamente, vedo che tante hanno un sito così, a me avevano detto che si poteva e che anzi un sito web senza prezzi è considerato meno occasionale per esempio di una vetrina permanente su un marketplace

    Piace a 1 persona

  3. Salve a tutti.
    Se io in un mercatino volessi gestire una bancarella nella quale vendere di libri di seconda mano NON creati dal sottoscritto, sarei comunque soggetto a tutto ciò che è riportato qui sopra? Ovvero, conterei in ogni caso come creativo?
    Grazie in anticipo della risposta.

    "Mi piace"

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